Un pari, 2-2, al termine di una gara splendida riporta il Grifone a giocare le coppe: tante emozioni al termine di una bella partita che vede il Genoa prima rimontare, e poi rimontato. Milito e Pellissier continuano a implementare il proprio boxscore, gara esagerata di Thiago Motta e Yepes
Il Genoa in Europa, il Chievo quasi in salvo. E' un pari glorioso per entrambi ma di concordato, o di comodo, non c'è stato proprio nulla in questa partita ricca di emozioni, e intensissima. Proprio come la atagione di queste due squadre, perennemente a inseguire i propri sogni in questa stagione.
E' un Genoa del tutto diverso rispetto alla pallida copia della squadra vista a Bologna e a Bergamo: nonostante il gran caldo, si rivede tutto quello che si doveva vedere. Un Thiago Motta a tratti incontenibile, e uno Jankovic particolarmente ispirato bastano a lanciare le aspettative di un Genoa nel quale Milito si scopre un po' in affanno. Nel primo tempo è solo e soltanto Genoa: le continue incursioni rossoblu nell'area del Chievo rischiano di fare malissimo. Sorrentino in un paio di occasioni deve superarsi: splendido il suo intervento in tuffo su un colpo di testa violentissimo di Jankovic, così come poco prima il portiere del Chievo aveva negato il gol, sempre di testa a Sculli.
Il Genoa è ispiratissimo: il Chievo fatica a dare vita alle sue ripartenze e non riesce quasi mai a mettere il naso nella tre quarti avversaria. A Milito viene giustamente annullato un gol per fuorigioco e alle quattro palle gol dei rossoblu. Il Chievo risponde con un'unica azione davvero efficace, ma è micidiale: cross di Luciano dalla destra sul quale la difesa del Genoa si scopre lentissima, e Pinzi di testa anticipa Bocchetti e Ferrari portano in vantaggio gli ospiti. Pellissier ha l'occasione per raddoppiare: ma il bomber probabilmente non in modo volontario ma evidente, si ritriova un pallone sul braccio. E Tagliavento fischia il fallo in attacco all'attaccante del Chievo.
Nel secondo tempo il Genoa attacca con ancora maggiore intensità e il Chievo va in affanno: gara che da bella diventa splendida, intensissima e ricca di capovolgimenti di fronte. Rossi, Sculli, Jankovic... le occasioni fioccano per il Genoa. Ma occorrono i calci piazzati per fare la differenza: con una finta Milito costringe al fallo Yepes in piena area e l'argentino trova su penalty il ventesimo gol, quello dell'1-1 (nella foto). Gasperini vede il Chievo in netta flessione, e ne vuole approfittare: dentro Vanden Borre, che apre dei varchi impressionanti sulla corsia destra, e poi anche Olivera che mette muscoli, velocità e consistenza a disposizione di Milito. Sono le mosse vincenti: perché Olivera costringe il Chievo a fare un altro passo indietro, che diventano due quando l'11 insacca su punizione una rete strepitosa, quella del vantaggio.
Nel finale tante emozioni, squadre stremate, caldo per tutti, crampi diffusi. Milito si sacrifica in un lavoro di contenimento mentre Marco Rossi corre come un ragazzino dopo aver speso tutto quello che poteva. Finale palpitante: Chievo tutto in avanti e gol del 2-2 che può valere la salvezza per gli asinelli, che porta la firma del solito Pellissier. Torsione perfetta nell'area piccola (con Rubinho nettamente anticipato) su calcio d'angolo di Bentivoglio.
E' un pari che vale oro per il Chievo. Ma vale moltissimo anche per il Genoa che torna aritmeticamente in Europa dopo 17 anni e non pensa certo all'occasione Champions League fallita. Giocherà nell'Europa League, e a tenere a battesimo questo che per la Genova rossoblu è un grandioso evento, c'è un ragazzino che fa il suo esordio in Serie A, e porta un nome importante. Signorini, che di nome fa Andrea, ci ricorda di un papà in festa sotto quella stessa Nord gremita diciotto anni fa come oggi.
I padri ieri, i figli oggi. Il Genoa è la solita squadra bizzosa, tradizionale, indomabile che oggi conquista un quinto posto stagionale che sembrava una missione impossibile. La storia continua... il DNA è sempre quello.

GuNs N' rOsEs, AcDc, nIrVaNa
