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| BERLINO (Germania) - Le qualità di un vero campione di calcio sono le stesse che caratterizzano l'eroe mitologico: lealtà, coraggio, forza, capacità. Se manca una di queste il concetto di campione viene messo fortemente in discussione. Insomma un giocatore bravo ma pauroso è un campioncino, uno bravo ma sleale un mezzo campione. David Beckham è considerato, dall'Inghilterra all'America all'Italia, un campione. Non di caratura mondiale, ma comunque un ottimo giocatore, coraggioso, con forza d'animo e leale. Però su quest'ultimo aspetto Stefan Effenberg, ex Bayern Monaco, ha avanzato dei dubbi. Il tedesco ricordando ai microfoni della Bild la finale di Champions League del 1999 fra Bayern e Manchester si è soffermato su alcuni protagonisti dei Red Devils di quegli anni: "C'erano molti duelli con Becks e con Roy Keane. Della coppia Becks era il più subdolo. Keane era duro ma leale: ti si piazzava davanti, ti pressava. Invece Beckham veniva sempre dietro, ti colpiva i talloni d'achille. Non mi piace questo modo di fare. Beckham è un subdolo |
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