L'anticipo della 37.ma giornata di Serie A confeziona un altro verdetto: la Reggina scende in Serie B per effetto della sconfitta per 1-0 con la Lazio. I calabresi, a 4 punti dal Torino e con una sola gara da disputare, sono già condannati. All'Olimpico ha deciso un gol di Zarate al 26' del primo tempo, quando anche la Reggina ha avuto diverse chances per andare in gol. Al 92', Carrizo dice no a Brienza: è la parata che significa retrocessione.
LA PARTITA
Se la metafora classica della Serie B è l'inferno, forse è normale e tristemente perfetto finirci in una sera caldissima, rovente, amara per la Reggina che, dopo 7 anni estrae il fazzoletto dal taschino, asciuga le lacrime e saluta la Serie A che se ne va. E' la sentenza definitiva verso chi troppe occasioni ha sprecato fino all'ultimo. La Lazio, ancora sazia di Coppa Italia (festeggiata nell'intervallo con la gente biancoceleste), non è che si sia tagliata le vene per fare propri i tre punti. Ma a dire no alla Reggina, oltre a qualche sporadico laziale estremamente motivato (un nome per tutti: Diakité), è stata la Reggina stessa, arrivata millanta volte in area altrui e mai capace di fare male.
Brienza è la punta (si fa per dire) di un iceberg fatto di impotenza offensiva, di occasioni buone -specie nel primo tempo- mandate al macero, un iceberg che non si scioglie nemmeno quando Orlandi, dopo pochi minuti della ripresa, decide di mettere dentro l'unica punta davvero degna di questo appellativo, Bernardo Corradi. Quella del tecnico è un'ammissione di colpa per la formazione iniziale, appuntita come un cucchiaio, un tentativo disperato di raddrizzare lo 0-1 che la Lazio si è trovata in tasca quasi senza accorgersene: al 26' Dabo ha indirizzato il pallone dentro un corridoio di reggini e da una porta laterale invisibile è sbucato Zarate, che ha chiuso il suo guizzo col colpetto buono per l'1-0. Della serie: guardate, compagni (Pandev, giusto per non fare nomi) e avversari come si fa a segnare un gol. Lezione che i reggini non riescono proprio a fare loro, nonostante nell'ultima fetta di partita si trovino di fronte una Lazio fatta di ruggine e biberon (dentro la coppia d'attacco della Primavera Kozak-Mendicino). Ci si mette anche Carrizo, che nel recupero nega agli avversari anche il più fioco dei lumicini di speranza parando l'unico tiro azzeccato di Brienza. Ma stavolta lo zero dei gol all'attivo, corrisponde allo zero della percentuale salvezza. E' stato bello, Reggina. Arrivederci a presto.
LE PAGELLE
Zarate 7 Sembra una Formula 1 (o una MotoGp, se preferite) durante le prove del sabato. Entra in pista, rulla un poco e poi parte a razzo alla ricerca del giro veloce, che nel suo caso è il tragitto limite dell'area-porta. Imbeccato da Dabo, fulmina tutti per l'1-0 e salta avversari come birilli le tre volte tre che si degna di entrare nel match. Dopo poco più di un'ora Delio Rossi mette fine al suo trottìo sornione e lo stadio lo saluta con una standing ovation. Meritatissima.
Lichtsteiner 6,5 La faccia è quella di un amichetto di Heidi, i polmoni quelli di un soffiatore di Murano supportati da gran gamba e grinta. Avesse solo un filo più di piedi, sarebbe un gioiellino da vetrina: ciò non toglie che, a suon di scatti, recuperi, ripartenze, è la stampella su cui si appoggia spesso e volentieri la Lazio meno dinamica.
Carrizo 7 Chi si rivede. Già silurato e con le valigie pronte (alla porta c'è già il catanese Bizzarri), il portiere caro a Maradona e agli argentini saluta l'Olimpico con un paio di buone parate e un numerino di piede che scatena applausi. Adesso che la pancia è piena, sia chiaro. Al 92' lascia da protagonista con un grande intervento su Brienza
Pandev 5,5 L'uomo più chiacchierato di Roma biancoceleste pasticcia non poco dalle parti della porta reggina sprecando quanto di buono fa lontana da essa. Pesante, in particolar modo, il pallonetto sballato nel primo tempo che avrebbe potuto mettere subito in gabbia i tre punti. Nervosetto assai, si distingue anche per uno schiaffo a Cirillo che Gervasoni, incredibilmente, valuta solo da giallo. Scherzi del caldo. O forse del calciomercato.
Brienza 5 Simbolo perfetto della Reggina capitana del suo amaro destino. Anche a Roma, come già in altre occasioni, sono i suoi piedi, indubbiamente i migliori del lotto amaranto, a tradire quando si tratta di sbattere dentro quel maledetto pallone. Ha sulla coscienza, al 37', il possibile 1-1 dopo che in avvio aveva sparato da buona posizione addosso a Carrizo. Si dimostra anche rognato, visto che al 92', sbatte sulla voglia di Carrizo di lasciare Roma a porta inviolata. Comunque, chi sbaglia, paga. E quanto.
IL TABELLINO
LAZIO-REGGINA 1-0 (1-0)
Lazio (4-4-2): Carrizo 7; De Silvestri 5,5, Rozenhal 6, Diakité 6,5, Kolarov 5,5; Lichtsteiner 6,5, Dabo 6 (13' st Meghni 5,5), Ledesma 6, Foggia 6,5 (3' st Mendicino 6); Zarate 7 (21' st Kozak 6,5), Pandev 5,5. A disp.: Muslera, Tuia, Perpetuini, Del Nero. All.: D.Rossi.
Reggina (3-5-1-1): Puggioni 6; Lanzaro 5,5, Valdez 6, Cirillo 5; Vigiani 5,5 (10' st Ceravolo 6), Carmona 6, Barreto 5, Barillà 6, Costa 5,5 (6' st Corradi 6); Cozza 5 (22' st Adejo 6); Brienza 5. A disp.: Marino, Alvarez, Hallfredsson, Viola. All.: Orlandi.
Arbitro: Gervasoni
Marcatori: 26' pt Zarate (L)
Ammoniti: Pandev (L) Cirillo (R)
20 maggio 2009